tanto di cappello

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domenica 25 ottobre 2015

Nuvoli, mangiare fiorentino a due passi dal duomo

Siamo in Piazza dell'Olio, cinquanta metri dal Duomo di Firenze ed il locale che andiamo a presentare lo abbiamo visto da sempre, anche se magari quando eravamo giovani, serviva soprattutto panini e crostini.
Nuvoli esprime simpatia già per la sua disarmonia, per come tutto risulta armoniosamente disorganizzato; un bugigattolo con due bellissime cantine che fanno la felicità dei turisti soprattutto inglesi e americani ed un menù tipico fiorentino trattato con la modernità del microonde.
Ma andiamo per gradi. Il locale ci viene suggerito da un collega, al quale chiedo dove pranzare bene a poco prezzo (strano vero?). Arriviamo e, sia pure circondato da orde di bocche affamate in attesa della porzione da mangiare in piedi godendo della giornata assolata, Rossano, il titolare, risponde con un sorriso alla nostra richiesta di poter prendere posto in una delle due cantine. "Scendi, c'è posto" esclama lui. Non ci siamo mai visti, ma il contatto è stato da subito informale. 
Scendiamo la ripida rampa di scale e siamo nella prima cantina già affollata; passiamo alla seconda ancora vuota e godiamo dei minuti di calma per poter fare un paio di foto all'arredo dedicato quasi completamente a vecchie bottiglie di vino e quadri. Le pareti sono quelle della cantina a volte in mattoni.


L'apparecchiatura (non chiamiamola questa volta mise en place!!!) è quella dell tipica osteria, con tovaglietta in carta gialla, un coltello, una forchetta ed un solo bicchiere.                                      

 Il servizio è, come descritto, armoniosamente disorganizzato, ma questo evidentemente fa parte della quotidianità, dove trovi chi serve "dimenticando" e chi si appresta a tappare i buchi; il tutto genera una forma di simpatia anche considerando che la clientela di questi locali è bene non abbia la "puzza sotto il naso".
Ben presto i tavoli intorno a noi si riempiono; l'ambiente è talmente intimo che, in assenza di "becerio" è quasi impossibile non interessarsi del vicino di tavolo. La saletta quindi ospita un tavolo da sei con in parte italiani ed in parte inglesi, interessati all'argomento vino; subito all'ingresso un uomo da solo e dietro di noi due giovani, dei quali uno straniero di colore, che comunque si esprimono in italiano. I due lavorano nel campo dell'informatica. Mentre nella cantinetta accanto le voci hanno alto volume, da noi il tono e sempre pacato.
La "comanda" è quella di una volta, su foglietto calcante del quale una copia resta sul tavolo e dove saranno aggiunti di volta in volta nuovi piatti.
Optiamo per piatti tipici, come fanno anche i nostri vicini di tavolo inglesi, noi con 1/2 litro di Chianti e loro .... solo acqua.

 Ad un certo punto, sento che il giovane italiano dietro di me esterna al suo compagno di colore un dubbio: "non ho mai capito se in questo posto cucinano o riscaldano e basta." Il dubbio viene subito chiarito quando ci sono presentate le penne al coccio che, chiaramente denotavano dalla condizione del pomodoro di non essere"saltate" ma riscaldate.
Aspettate!!! Se siete arrivati fin qui, abbiate la pazienza di continuare a leggere senza fermarvi alla prima valutazione che è negativa non solo per il fatto del probabile utilizzo del microonde, quanto per la qualità del pomodoro e per il gusto non certo eccelso in generale. Infatti, le altre portate erano sicuramente di altro tenore e poco importa come erano riscaldate! Ribollita, porchetta e trippa erano veramente ottime e rispettavano la migliore tradizione fiorentina, tanto che se qualcuno vi chiede un luogo per piatti tipici locali e vi trovate in perfetto centro, Nuvoli può essere consigliato senza timore di sfigurare.




Per finire, uno splendido "zuccottino"e due caffè

 Il prezzo non lascia sorprese, a Firenze si riesce a mangiare anche a meno, ma non è facile. Come spesso accade, il vino in mescita a 14 euro al litro è risultato leggermente caro per il tipo di locale ed il menù.
 Quindi, l'esperienza da Nuvoli risulta positiva. Lo spazio a disposizione dello staff non lascia molto all'inventiva, con il personale costretto a lavorare in spazi angusti, tuttavia il risultato finale risulterà soddisfacente, se non si pretende un servizio formale e si preferiscono quei cibi che comunque sono preparati in anticipo e che in qualsiasi ristorante sono al momento solo scaldati: pagare un trentino un piatto di trippa in un ristorante rinomato, pensando che sia meglio di quello del Nuvoli, l'è fare come quello che si tagliò ì cinci per far dispetto alla moglie.
 Siamo certi infatti che oltre a trippa, ribollita e porchetta, anche il lampredotto e la varietà di polpette, oltre agli affettati e crostini, potranno appagare le attese anche dei più esigenti.
Nuvoli si trova in piazza dell'Olio 15, Firenze zona Duomo. 



mercoledì 30 settembre 2015

Zorba il greco, già Callistos, ristorante greco a Firenze

IL RISTORANTE E' STATO CHIUSO PER CESSATA ATTIVITA'
A neppure un anno di distanza cambia nome il nuovo ristorante Callistos di via Baracca, da adesso Zorba il Greco.
Dionisio, Callistos, Zorba, tanti nomi in alternanza da via San Gallo a via Baracca, con due denominatori comuni: la simpatica e competente gestione di Luigi Pasqua "Gino" e gli ottimi piatti della solare e mediterranea Grecia. A presto una nuova visita da parte di Esperienze di Gusto, con la certezza che il rodaggio di questi mesi abbia "limato" le (poche) incertezze iniziali come emerse dall'esperienza narrata lo scorso 30 settembre:

30 settembre 2015 - Apre un nuovo ristorante greco a Firenze: CALLISTOS
  
Chissà se il riferimento è la ninfa Callisto della mitologia greca. Callistos è il nuovo ristorante greco a Firenze. Tira le fila "Gino" già alla guida di Dionisio in via San Gallo. La delocalizzazione in via Baracca, porta il ristorante ad una clientela più locale e probabilmente più esigente.
Locale in stile rustico, con arredamento minimalista ed apparecchiatura da vecchia cantina, la sala da pranzo raffigura un tipico cortile greco dove affacciano finte porte e finestre con dominanti il bianco e l'azzurro nazionali. Il soffitto è adornato da reti da pesca illuminato da faretti incassati nel controsoffitto irregolare, dove non passano inosservate le grandi lanterne che ricordano quelle usate dai pescatori. Complementi di arredo colorati, vivacizzano l'ambiente.
Il vino di mescita è servito alla giusta temperatura, così come l'acqua filtrata, in brocche e bottiglie da osteria.
Passiamo adesso al menù, che ci viene detto ancora in fase di definizione, così come non completate sono la sala da pranzo e la cucina. A questo proposito preme specificare che Callistos ha aperto i battenti da soli quattro giorni e quindi alcune pecchi di "gioventù" sono inevitabili.
Ci vengono offerti diversi tipi di antipasti, noi optiamo per un assaggio di polpette e crocchette, servite con al centro una salsa a base di lardo. Il tutto è splendidamente speziato e da subito ti riporta ai sapori della Grecia e del suo mare.
L'antipasto è già un piatto completo, ben accompagnato dalla pita che sostituisce il pane.
A seguire, due piatti unici:
Spiedini di pollo e suino accompagnati da patate fritte e insalata greca, con il tipico formaggio feta.
e salsicce piccanti
anche questi serviti con patate ed insalata greca ma senza feta. Ci manca un piatto tipico che mai è mancato a tavola nei nostri soggiorni grechi: lo tzatziki. Nessun problema eccolo servito!
Buonissimo, come gli altri piatti, lo tzatziki ci stupisce perchè scopriamo che il cetriolo non è fresco, come sempre nelle esperienze passate, ma in salamoia, o almeno così ci sembra, nella ricerca dei vari sapori e spezie.
Come al solito abbiamo esagerato e non riusciamo a finire tutto. Il pensiero corre a ritroso, a quel 1987 quando, novelli sposi in viaggio di nozze negli USA, notammo con stupore che niente veniva buttato; nei ristoranti e pizzerie, il cibo avanzato era naturalmente e senza neppure doverlo chiedere, incartato e predisposto per il suo consumo in occasione successiva a casa. Gli Stati Uniti, allora come adesso, rappresentavano il Paese ricco, ambito e da imitare. Lo abbiamo imitato in tante fregnacce tipo Halloween, senza capire che eravamo noi il Paese del bengodi, dei 36 giorni di ferie annue, del pranzo con i piedi sotto un tavolo, del giornale da leggere a gambe incrociate mentre aspettavamo il nostro turno dal barbiere, della pasta cotta tutti i giorni e non una volta la settimana da scaldare per tutta la settimana col microonde. Adesso, che i nostri giovani ambiscono non alle ferie ma al lavoro, che dal barbiere prendiamo appuntamento e che a pranzo mangiamo un panino sullo sgabello del bar, è giunta l'ora del pacchetto con gli avanzi. Ed è così che una salsiccia ed uno spiedino prendono la strada di casa.
Il caffè rientra negli imprevisti della tecnologia, dove la vecchia moka era affidabilissima, mentre le moderne espresso sono soggette a guasti improvvisi ed imprevedibili. Ecco allora che andiamo oltre, ad un liquore d'uva che è una vera delizia. Dolce, adatto forse più alle donne, ma veramente buono.

In conclusione esperienza positiva, ristorante da consigliare per un'esperienza culinaria diversa nei sapori ma non nella sostanza, dove la qualità dei cibi viene valorizzata da spezie a noi magari inusuali ma gradite. Personale di sala sempre disponibile.
Il prezzo non è greco, siamo in Italia e a Firenze, quindi direi onesto per il luogo se si pensa che uno stomaco normale risulterà felicemente sazio con un solo piatto unico.
Un appunto magari sul vino: un bianco liscio buono che, aiutato anche dalla temperatura felicemente fresca, scende giù bene, tuttavia 15 euro al litro per uno sfuso in un locale informale, ci sembra leggermente alto come prezzo. 
Nel complesso, un'esperienza da consigliare agli amici senza timore di smentite.